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"Outskirt stories" - Storie di periferia

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È stato presentato a fine 2016 “Outskirt stories”Storie di periferia il Progetto artistico di arte urbana e riqualificazione del quartiere Falchera Nuova Torino.

Come ormai accade sempre più spesso la realizzazione prevede interventi di arte urbana partecipata,dalla fase progettuale a quella realizzativa, frutto di una condivisione e collaborazione con cittadini, scuole, associazioni e istituzioni.

Lo spunto parte da Aurelio Albanese, Presidente dello Sportello del Malato e residente in Falchera, che ha proposto l'idea di utilizzare l'arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, raccogliendo rapidamente adesioni convinte ed entusiaste, che hanno portato l’artista XEL a redigere il Progetto, curato e prodotto dal MAU - Museo d’Arte Urbana di Torino. XEL (Alessandro Ussia), affermato street artist della scena torinese e nazionale, accompagnerà la produzione di tre sue opere - su facciate di edifici privati in via Delle Querce (una delle quali, la più piccola, è stata già realizzata la scorsa estate) - con la conduzione di alcuni laboratori didattici rivolti agli studenti delle scuole del territorio, a ragazze e ragazzi portatori di disabilità e ai giovani del quartiere. I laboratori avranno lo scopo di raccontare il progetto “Outskirt stories” - Storie di periferia e il fenomeno artistico della street art, introducendo anche i partecipanti ad alcune tecniche mediante un approccio pratico.

Il progetto assume particolare rilievo per la sua collocazione in un quartiere periferico storico come quello di Falchera Nuova, simbolo dell’urbanizzazione cittadina avvenuta a seguito della fase di espansione industriale e di immigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta ed esempio di come le periferie cittadine stiano gradualmente mutando volto, non senza problemi, ma con risultati evidenti.

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È importante evidenziare come la dimensione prettamente artistica non sia fine a se stessa, con un’esigenza meramente decorativa, ma rappresenti un’esperienza di comunità, condivisa e partecipata: attraverso la collaborazione della Circoscrizione 6, della Biblioteca Civica “Don Lorenzo Milani”, della scuola media Da Vinci, di Falklab - Tavolo Sociale Giovanile Falchera, solo per citare alcuni dei protagonisti.

Il Presidente del MAU Museo di Arte Urbana di Torino Edoardo Di Mauro ha ricordato che “da alcuni anni il MAU, oltre a sviluppare la sua storica attività nel Borgo Vecchio del quartiere Campidoglio, viene chiamato a realizzare interventi di riqualificazione artistica urbana anche in altre zone della città come l'Area Paracchi, il Centro di Orientamento Professionale del Comune di Torino, via Luini, la Biblioteca Civica Pavese e Parco Colonnetti presso la Circoscrizione 2. Caratteristiche comuni di questi interventi sono la condivisione e la collaborazione con cittadini, scuole ed istituzioni. Il progetto su Falchera contiene indubbiamente tutte queste caratteristiche e, pertanto, ci ha visti da subito sostenitori attivi ed entusiasti”.

Le loro modalità operative attraggono l'interesse di privati ed istituzioni al di fuori della cerchia del Borgo Campidoglio. "La tenacia nel divulgare l'arte nello spazio pubblico tramite operazioni partecipate e condivise, comunicate sistematicamente attraverso la rete e i social media, unita ad intuizioni felici come il progetto delle "Panchine d'Autore", nato tra il 2008 ed il 2010 nel Borgo Campidoglio da un'idea di Vito Navolio, unito al nostro impegno nel sociale come quello con l'Associazione Volonwrite di mappatura dei percorsi per portatori di disabilità motoria, ha esteso il nostro raggio di azione" sintetizza con orgoglio Di Mauro.

Anche il nuovo progetto di Falchera, come tutti gli altri, nasce da un invito di alcuni residenti. L'intento è quello di contribuire alla riqualificazione della Falchera Nuova adoperando l'arte come strumento estetico ed aggregativo al tempo stesso.

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Il primo ciclo di 3-4 opere, realizzate da oggi fino all'estate 2017, saranno accompagnate da momenti di discussione e confronto con i residenti e varie realtà del territorio che hanno già restituito una risposta molto positiva. L’esperienza del Borgo Campidoglio è un esempio felicemente riuscito. “I progetti partecipati debbono tenere conto delle peculiarità dei territori, mai eguali tra loro. Il progetto di Borgo Campidoglio, avviato su base sperimentale nel 1995, è decollato  dal 2000, quando il Museo d'Arte Urbana si è costituito in autonoma associazione. Nel Borgo le opere si realizzano tramite un paziente lavoro di confronto e dialogo con i singoli proprietari di immobili e gli amministratori. A ciò si affianca una collaborazione attiva con le realtà del commercio e dell'artigianato, con le scuole, le parrocchie, le associazioni ed i circoli del quartiere. Questa prassi richiede metodo e continuità. Da alcuni anni sono quasi sempre i proprietari pubblici e privati a rivolgersi a noi in prima battuta, ciò significa avere ottenuto il risultato di condivisione di un'idea e di una pratica di arte partecipata che ci eravamo prefissi fin dall'origine. Le visite guidate, come molte altre nostre iniziative, si propongono in realtà l'obiettivo di far conoscere il Museo ed il quartiere ad un pubblico sempre più ampio. Il MAU è un Museo di arte contemporanea all'aperto , dove abbiamo prodotto opere di artisti storicizzati od in procinto di esserlo, come Carena, Giuliano, Ramella, Massaioli, Martelli, Astore, Hassan, Ragalzi, Gallino, Plumcake, Abate” conclude il Presidente Di Mauro.

Il desiderio è di proseguire nel quartiere Falchera, rafforzando se possibile la collaborazione con il Comune e la Circoscrizione 6,  coinvolgendo altri artisti e usando la street art come strumento di promozione e crescita culturale di cui la nostra società ha un grande bisogno.

Roberto Mautino