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Ferdinando Scianna – Documento e racconto

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Siamo nel secondo “secolo delle immagini”. Quelle in movimento ci “catturano” sempre di più, ovunque, rubando la nostra attenzione e il nostro tempo, ma la fotografia sembra possa avere una marcia in più. Ci regala spazio, e tempo per ragionare, per cercare di approfondire una storia ed un contesto, in un modo – e con una fascinazione – che altri modi di raccontare spesso non concedono.

Ferdinando Scianna - Marpessa - 1 - ok

Certamente in questo solco si può inserire il lavoro di Ferdinando Scianna, che deriva dall’aver assecondato una passione giovanile, sfociata naturalmente nel fotogiornalismo, per virare anche verso la scrittura (che insieme alle foto comporranno, nei suoi libri, il quadro di un dialogo “uno ad uno” con il lettore, nel quale l’autore vede la forza del medium).

Invitato ad unirsi a Magnum Photos da parte del suo amico Henry Cartier-Bresson, uno dei fondatori dell’agenzia, sarà accolto in essa nel 1989. La rappresentazione della realtà a 360°, in immersione, con la dignità e l’indipendenza di autore che deriva dal possesso dei diritti del proprio lavoro, sono le linee guida della cooperativa di Magnum.

Ferdinando Scianna - D&G - 1 - ok

Avvicinatosi anche al mondo della moda, con il lavoro svolto per Dolce e Gabbana - di grande successo - continua a lavorare nel reportage, affrontando tra l’altro temi e luoghi della sua infanzia – spesso belli e difficili - , così come la religione e le sue manifestazioni. Affianca così – nelle sue parole - foto “trovate” e foto “fatte”, “fiction” e “non fiction”, senza autolimitarsi e provvedere a costituire artificiose rotture tra i due aspetti del suo lavoro.  

Ferdinando Scianna - Sicilia - 4

È Leonardo Sciascia – uno degli incontri importanti della vita e della carriera di Scianna – a celebrare il “tempo” dello scatto del fotografo di Bagheria. Sotto il suo occhio, scrive, sembrano comporsi la realtà e la sua rappresentazione (“catalizzazione della realtà oggettiva e della realtà fotografica”), quasi che la prima sia sollecitata a rispondere al sentire di chi la vuole descrivere e portare alla luce.

Ferdinando Scianna - Sicilia - 1 - Camera - ok

Quando si domanda provocatoriamente - in un intervista - se la fotografia sia morta, con il suo esponenziale manifestarsi su social network e vari altri media, Scianna in realtà ne sottolinea l’importanza, in quanto non sia semplicemente esplosa e diluita in ogni dove, pura immagine che sopravanzi la realtà, ma sia piuttosto un attento modo per riflettere su di essa, sull’uomo, sulla sua storia e suoi percorsi. Anche se talvolta viene usata per assecondare le nostre debolezze e fragilità, auspica possa essere quindi anche “servizio” per esigenze di verità, “documento e racconto”. Perché “la realtà è esplosiva, basta guardarla”. Questo è il nostro breve incontro con Ferdinando Scianna.  

Le sue fotografie sono attualmente in mostra all’interno de “L’Italia di Magnum” - presso Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, sino al 21 Maggio 2017.

Alcuni estratti video della conversazione di Ferdinando Scianna con Walter Guadagnini, sempre negli spazi di Camera.

LINK

Lectio Magistralis di Fotografia – Incontro con Ferdinando Scianna – MAXXI - Roma 2015

Ritorno in Sicilia – Incontro con Ferdinando Scianna – RAI Arte

La fotografia è morta – RAI Scuola

Marco Aruga