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Gianni Ferrero Merlino

mostra
Gianni Ferrero Merlino
dal 07/09/2017 al 16/10/2017
Giorgio Galotti

Giorgio Galotti ospita la prima mostra personale in galleria di Gianni Ferrero Merlino. Il progetto nasce dalla volontà di utilizzare le leggi architettoniche come veicolo di contatto con il ricordo, in connessione con il pensiero di Aldo Rossi che osserva la condizione di persona comune come l’unica possibile per costruire. Il lavoro presentato in mostra si basa quindi sul confronto con un progetto di Rossi: il monumento a Sandro Pertini (Milano 1988-1990). L’opera è considerata sia un teatro sia un luogo d’incontro, composta da un’ampia scalinata che termina con una piazza molto simile ad un palco teatrale.  Il fatto che questo palcoscenico sia rivolto alle spalle del “pubblico” seduto, lo fa diventare uno spazio dove si convogliano i pensieri, un luogo mistico e quasi irreale dove, ciò che si è pensato e ciò che si è ricordato, recitano assieme. L’opera architettonica si compone dalla reiterazione di un modulo, di un codice, elemento che sottolinea la componente teatrale. Attraverso queste caratteristiche le idee architettoniche di Rossi si manifestano chiaramente, tali da rendere questa costruzione il punto di partenza per ricomporre la memoria attraverso l’esercizio e la ripetizione.

In “Progetto di Villa con Interno” il mezzo utilizzato è la materia fotosensibile usata come elemento di registrazione, l’oggetto di indagine è la memoria, qui intesa come frammento di una costruzione. Il lavoro fotografico diventa quindi solo un medium per riportare la tensione strutturale di questo monumento, una rilettura che stimola un’azione costruttiva interiore e che porta alla scoperta di una condizione nuova, invisibile agli occhi. Come se, studiando e ripetendo un gesto, si possa fissare il ricordo in modo talmente permanente da visualizzarlo di fronte a sé. L’intera serie di opere sono da considerarsi come dei disegni realizzati attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, il tocco apportato allo scatto attraverso l’aggiunta o la sottrazione di ulteriori forme geometriche in camera oscura, diviene un processo che permette di raggiungere la memoria dal suo interno per sovrapporla al reale.

Giorgio Galotti
via Beinasco 16, Torino