Wikimedia diventa maggiorenne

10/01/2019

Wikimedia diventa maggiorenne

A gennaio Wikimedia Italia festeggia il diciottesimo anno di attività.

ContemporaryArt Torino Piemonte ha intervistato Luigi Catalani, che dal 2017 ricopre la carica di coordinatore nazionale per la didattica e i progetti condotti da Wikimedia Italia nelle scuole e nelle università italiane.

Moltissimi conoscono e utilizzano Wikipedia, ma non tutti sanno che cosa sia Wikimedia Italia. Di che cosa si occupa?
Wikimedia Italia è un’associazione di promozione culturale per la diffusione del sapere libero e per l’utilizzo di piattaforme collaborative – la più nota è ovviamente Wikipedia – nelle istituzioni educative e culturali: scuole e università da un lato, biblioteche, musei e archivi dall’altro. La nostra missione è sensibilizzare le comunità sull’apertura dei contenuti (l’open content), sull’accesso aperto alla conoscenza e sulla produzione di contenuti liberi, ovvero rilasciati con una licenza tale da favorirne la disseminazione. Wikimedia Italia è un capitolo nazionale del movimento Wikimedia. Wikimedia Foundation, che ha sede in California, sostiene e gestisce Wikipedia e i progetti fratelli in tutte le versioni linguistiche.

Diciotto anni d’attività non sono pochi. Quali traguardi sono stati raggiunti?
Abbiamo raggiunto diversi obiettivi. Il principale dei quali è l’aumento delle versioni linguistiche – oggi Wikipedia ne conta quasi 300, di cui alcune dialettali – in quanto consente di avvicinare a Wikipedia una platea sempre più vasta della popolazione mondiale. Avvicinarla non soltanto alla lettura dei contenuti ma anche alla condivisione di voci enciclopediche. Un obiettivo importante è l’incremento quantitativo delle voci, cioè della massa d’informazioni che viene implementata ogni giorno.

Quanto è diventata grande Wikipedia?
Già da qualche anno a questa parte Wikipedia è la più grande costruzione condivisa della conoscenza nella storia dell’uomo. Ha superato anche l’Enciclopedia Britannica.
In realtà non è soltanto il criterio quantitativo a contare. Conta molto anche l’aspetto qualitativo: è stato dimostrato che all’aumento del numero di persone che con una certa regolarità e in maniera assolutamente volontaria (questo va sempre ricordato) contribuiscono alla produzione di contenuti su Wikipedia, in proporzione aumenta la qualità delle voci enciclopediche. Parliamo di qualità media. In Wikipedia manca, a differenza delle enciclopedie tradizionali, un comitato editoriale e redazionale che si occupi di distribuire a esperti del settore gli incarichi per la redazione delle voci. Nel nostro caso tutto è affidato al volontariato e alla buona volontà dei “wikipediani”. Dunque ci sono contenuti, voci e ambiti disciplinari ben coperti, aggiornati e continuamente sviluppati; altri invece sono lacunosi, con voci da scrivere, da sviluppare, da migliorare e magari anche da correggere. Il nostro obiettivo è di lavorare proprio su questo potenziale ancora inespresso dell’enciclopedia.

Ma Wikipedia non è la sola piattaforma del progetto Wikimedia…
Esatto. Wikipedia fa parte di un ecosistema informativo digitale complesso ma coerente. Comprende per esempio Wikimedia Commons, l’enorme database di materiale fotografico e multimediale, nel quale sono depositate le immagini che noi vediamo su Wikipedia. Parliamo di più di 50 milioni di contenuti, anche in questo caso liberi, cioè rilasciati con una licenza tale per cui chiunque può, dopo aver citato la fonte, utilizzarli – anche a scopo commerciale. Un’altra piattaforma di questo tipo è Wikidata, progetto che sta riscuotendo particolare successo negli ultimi anni e che rappresenta la versione wiki del mondo degli open data. Costituisce la banca dati di conoscenza che lega tra loro tutti i dati presenti nei vari progetti Wikimedia.

Quali sono i rapporti che legano Wikimedia al mondo dell’arte e del patrimonio culturale?
Il caso di Wikimedia Commons è paradigmatico per quanto riguarda l’utilità e l’opportunità di promuovere la diffusione libera di contenuti artistici e culturali in modo tale da favorirne la diffusione e la disseminazione presso la comunità. Sono sempre più le istituzioni museali che rilasciano decine di migliaia di fotografie di opere d’arte, in licenza libera e ad alta definizione, permettendone il riutilizzo commerciale. Spesso dalle nostre parti questa modalità viene interpretata addirittura come un danno erariale. Al contrario, da una serie d’istituzioni – il cui numero per fortuna è in costante aumento, anche in Europa – viene vissuta come un’opportunità, ossia come un veicolo ulteriore di conoscenza del proprio patrimonio. Alcune statistiche hanno dimostrato che tale disseminazione digitale non danneggia affatto la fruizione diretta delle opere d’arte, bensì consente a una platea più ampia di scoprire questo patrimonio. Colui che apprezza in remoto finirà per visitare la realtà in questione e apprezzare dal vivo le opere.

Ci racconta come funziona il contest Wiki Loves Monuments?
Wikimedia Italia ne promuove l’edizione italiana.
Si tratta del più grande concorso fotografico del mondo: Wiki Loves Monuments è dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale. In Italia le fotografie dei monumenti sono regolate dal Codice Urbani, modificato poi dall’Art Bonus, la legge che prevede il divieto di fotografare i monumenti anche se non più coperti da diritti, nonché di pubblicare fotografie con licenza d’uso Creative Commons BY-SA (la licenza tipica delle piattaforme Wikimedia). Ciò che noi facciamo per aggirare questo vincolo normativo è chiedere una precisa autorizzazione agli enti – musei, sovrintendenze, comuni, province, enti parchi, diocesi e anche privati – che hanno in consegna i beni, in modo tale da “liberare” questo enorme patrimonio artistico, culturale, storico, monumentale, architettonico e paesaggistico. Così permettiamo a chiunque, dal primo al 30 settembre di ogni anno, di partecipare al concorso fotografando i beni che sono indicati nella lista, che è costantemente aggiornata. L’obiettivo principale è sensibilizzare una porzione sempre più ampia della cittadinanza, ma soprattutto delle istituzioni, circa la necessità e l’opportunità di diffondere il nostro patrimonio sulle piattaforme digitali con una licenza aperta. Il concorso sta riscuotendo un grande successo. Dal nostro punto di vista è impegnativo, perché dobbiamo bussare alla porta di centinaia e centinaia di amministrazioni pubbliche e di privati. Tuttavia, il riscontro è immediato, perché come chiunque può verificare visitando il sito del concorso, sono diverse migliaia i monumenti “liberati” negli ultimi anni.

Wikimedia entra anche in scuole e università. Quali attività proponete?
Si tratta di un tema che mi sta molto a cuore. L’utilizzo delle piattaforme Wikimedia consente di sviluppare una serie di competenze digitali ma soprattutto informative, per esempio l’importanza di consultare le fonti, un meccanismo fondamentale nella scrittura delle voci di Wikipedia.
Laddove chiunque può redigere una voce, anche nascondendosi dietro l’anonimato o un nickname, tutti hanno il dovere di citare le fonti utilizzate e rielaborate per la scrittura delle voci. Questo semplice meccanismo consente di sensibilizzare i più giovani – gli studenti delle scuole ma anche gli studenti universitari – circa la necessità di citare bene le fonti, di selezionarle, di individuarne il grado di autorevolezza e attendibilità e di riutilizzarle in maniera corretta e responsabile. Per cui sono decine e decine i progetti condotti nelle scuole, soprattutto in quelle superiori, che hanno portato alla realizzazione di alcune voci enciclopediche, anche di grande spessore, parte delle quali dedicate al patrimonio artistico e culturale. Si creano così meccanismi virtuosi e percorsi di alternanza scuola lavoro in cui gli studenti approfondiscono la conoscenza del proprio patrimonio territoriale: entrano nelle biblioteche e nei musei per controllare le fonti e approfondire le loro conoscenze per poi rielaborare in classe o nei laboratori informatici delle proprie scuole i contenuti culturali che loro stessi producono e finiscono per essere pubblicati su piattaforme di enorme visibilità come Wikipedia. C’è un elevato grado di responsabilizzazione degli studenti, al quale si unisce un proporzionale grado di soddisfazione nel momento in cui gli studenti vedono che il frutto del loro lavoro è visitato e consultato da centinaia di persone ogni giorno.

Come celebrerete la maggiore età di Wikimedia?
Festeggeremo questa ricorrenza in tutta Italia con iniziative di sensibilizzazione e di avvicinamento alla nostra comunità. Dunque, invito chiunque a seguire il blog e la pagina Facebook di Wikimedia Italia per scoprire se anche nella propria zona di residenza ci saranno iniziative ospitate in biblioteche, musei, scuole e università; buone occasioni per avvicinarsi a questo mondo e dare il proprio contributo allo sviluppo dei nostri progetti.


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