Tim Ingold – Ecologo della Cultura

18/06/2018

Tim Ingold – Ecologo della Cultura

La specializzazione delle discipline speculative della realtà ci costringe ad analizzarla e leggerla sotto la lente – particolare e specifica – che questa prassi induce, sacrificando spesso, nell’entusiasmo della scoperta, o dell’agire creativo, lo sguardo più prospettico, quello che ci indurrebbe ad entrare nel mondo dei collegamenti, delle necessarie relazioni che ci sono tra fenomeni, come tra azioni.

Costringersi a fare un passo indietro, e guadagnare quindi quello sguardo, ci permette con frequenza di raggiungere risultati inediti, o comunque di descrivere la realtà in modi e forme altrimenti impossibili. Il coltello analitico del ricercatore, nella sua opera, può spezzare legami, trascurare evoluzioni in corso, causare miopie.

Nel lavoro di Tim Ingold si cerca di riconnettere alcune di queste regioni, di sottolineare tratti comuni tra discipline altrimenti semplicemente contigue, ma soprattutto di illuminare il fatto che una analisi scientifica si arricchisce in modo decisivo dal considerare i collegamenti vivi, le interazioni tra gli oggetti di indagine e l’ambiente dove operano.

Docente di antropologia sociale all’Università di Aberdeen, dall’ampio ambito di studi, il professore britannico ha quindi l’uomo come centro focale, ed ha sviluppato un’attenzione particolare alla gamma di situazioni e relazioni che legano gli esseri viventi all’ambiente che li ospita, e a come quest’ultimo possa influenzare in modo decisivo il modo con cui l’uomo evolve e si manifesta, in una visione particolarmente dinamica.

Da qui anche la decisiva importanza della cura dell’ambiente, e di tutti gli strumenti di conoscenza che l’uomo si è dato nel suo percorso di crescita, necessari per non spezzare gli equilibri che si sono trovati nel corso del tempo, notando come tutti questi necessitino di una considerazione congiunta, per non distinguere artificiosamente l’essere sociale e naturale, la cultura e la biologia.

Incontrando il Professor Ingold, il nostro desiderio era conoscere il suo pensiero soprattutto in relazione al “percorso di avvicinamento”, al sempre più frequente scambio in corso tra arte e scienza, nonostante la tendenza a ragionare di esse come discipline necessariamente diverse, persino estranee l’una all’altra, quando invece in qualche misura avvicinarle ed evidenziare eventuali punti di contatto, o di collaborazione, che non siano semplicemente considerare l’una strumento dell’altra, potrebbe dare grandi risultati.

Questo tema è stato oggetto dell’incontro che si è tenuto alla GAM – Galleria di Arte Moderna di Torino, per una conferenza dal titolo “Arte, Scienza e il significato della ricerca” tenuta dallo stesso Ingold, inserita nel programma di formazione per artisti realizzato in collaborazione tra GAM e Fondazione Spinola Banna per l’Arte, in collaborazione con IRIS (Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilità).

A cura di Marco Aruga.


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