Tarapìa Tapiòco

01/03/2019 - 05/04/2019 – Collettiva
IDEM Studio

Tarapìa Tapiòco

Venerdì 1° marzo 2019, ore 18:30, IDEM Studio inaugurerà la mostra dal titolo Tarapìa Tapiòco degli artisti Ruggero Baragliu, Samuele Pigliapochi e Angelo Spatola.

Lo sfondamento dello spazio, l’illusione di profondità, l’accesso ad una metratura più ampia, attraverso gli sfarzi della pittura, sono il dato di partenza del quinto appassionato capitolo della saga autoprodotta di spazio Idem.

In Baragliu, Pigliapochi e Spatola, infatti, il moto e l’inquietudine di sempre paiono oggi realizzarsi come necessità di un ulteriore altrove. Un altrove linguistico e visivo – Tarapìa Tapiòco – un paradiso che nasce una volta ancora dallo stupore dello spazio e finisce invece per correre lontano, lontanissimo, lungo la dorsale più aliena al mondo dell’arte che si possa immaginare. Mi riferisco alla commedia italiana più dolcemente funerea e provinciale, il granducato e la signoria che presumevamo di conoscere e che in realtà, puro esotismo, erano trompe l’œil che non ingannano anzi fortemente disilludono. La precisione di Pietro Germi e la ferocia millimetrica di Mario Monicelli sono lo spunto vitale da ripercorrere attraverso il mito del genio nella sua declinazione d’irrisolto nomade nobile.

Il mondo è troppo piccolo e la provincia è immensa se percorsa a piedi. Il nomadismo di Baragliu, Pigliapochi, Spatola è il carnevale del non muoversi, fino al punto che, alle pendici del grattacielo Lancia, lo spazio è lo Spazio.

La riproposizione di questa elegia del luogo in forma di mostra pone interrogativi essenziali sul concetto stesso di opera e la necessità di dare definizioni visive sempre nuove apre il territorio alle sorprese. L’atto del discernere come battaglia contro la noia è l’opportunità di fare esperienza di immersione nell’illusione prospettica. Da una parte in rappresentanza di una sorta di empirismo, qualcosa di estremamente concreto, e dall’altra di una sorta di mappa del perdersi, verifica fulminea e supercazzola prematurata. Mania e depressione, fulmine siderale e abisso ontologico. Mi vengono in mente quei cavi appoggiati sui fondali degli oceani, attraverso i quali viaggiano i dati digitali, così veloci da darci l’illusione di essere aria. Mentre New York, Londra e Berlino sembrano vicinissime, il viaggio nell’abisso della conoscenza non dimentica la miniera umile delle origini. Le esplorazioni intrecciate agli spazi confondono e chiarificano il limite tra autore e opera, volta per volta. E segnano forse l’attuale debolezza di ogni azione individuale. Cavità e cattività rinchiudono la ricerca del senso nobile delle cose.

IDEM Studio.
Via Vincenzo Lancia 4 – 10141 Torino.
Inaugurazione: venerdì 1 marzo 2019, ore 18:30 - 22:00.
01/03/2019 - 05/04/2019.


\ NEWS

21/05/2019

Funghi: fabbriche al servizio dell’umanità

Funghi: fabbriche al servizio dell’umanità

In occasione del terzo incontro del ciclo di conferenze “Così piccoli, Così straordinari”, il Public Program delle OGR – Officine Grandi Riparazioni ospita le professoresse Mariangela Girlanda e Giovanna Cristina Varese, docenti di Botanica Sistematica presso l’Università di Torino. (...)




16/05/2019

Les Doigts En Fleur

Les Doigts En Fleur

“Les Doigts En Fleur”, primo solo show dell’artista Marina Cavadini, curata da Giovanna Repetto, è la prima mostra proposta da HotHouse e si sviluppa negli spazi dell’Orto Botanico di Torino. (...)