M.I.M.B.Y.#4 – Maybe In My BackYard. Drones

06/04/2018 - 30/04/2018 – Personale
MAU – Museo d’Arte Urbana

M.I.M.B.Y.#4 – Maybe In My BackYard. Drones – Daniele D’Antonio, Drone

Questa mostra rappresenta una nuova e stimolante tappa del percorso artistico di Daniele D’Antonio.

Personalità eclettica ed innovativa, dopo trascorsi professionali diversi, l’artista è laureato in geologia, elemento non trascurabile per meglio comprendere caratteristiche e motivazioni del progetto esposto, in una nuova versione, presso la Galleria del MAU – Museo d’Arte Urbana, D’Antonio, da alcuni anni, con coerenza ed impegno militanti, affianca la sua sperimentazione, ad un rinnovato impegno di divulgazione dell’arte al di fuori dei suoi confini classici e da quelli di un sistema pateticamente autoreferenziale.

Come provato dalla geniale invenzione della Cabina dell’Arte Diffusa, punto telefonico dismesso nella torinese Piazza Peyron, trasformato in luogo di aggregazione e di confronto autentici, e dalla sceneggiatura del lungometraggio Agata pensaci tu, diretto da Luigi Mezzacappa, irriverente ma realistica satira sui miti e sui riti del mondo dell’arte e di quanto attorno ad esso ruota.

Il medium privilegiato da D’Antonio è quello della fotografia digitale, strumento che in realtà non presenta caratteristiche strutturalmente dissimili da quella analogica, semmai una duttilità nel plasmare e modificare immagini, che lo rende un utile surrogato del tradizionale mezzo pittorico.

Nel caso suo le immagini ottenute riescono ad affrontare temi di geopolitica, società e cultura estremamente complessi, senza appiattirsi sul reale, ma donandogli nuovo incanto e suggestione, coinvolgendo lo spettatore in maniera completa, sensoriale e mentale.

La produzione di D’Antonio, negli ultimi anni, è stata caratterizzata dalla proposta di cicli progettuali collegati dalla coerenza concettuale ma diversi quanto a resa iconografica, periodicamente aggiornati.

Come gli "Still life", dove i soggetti rappresentati sono alimenti della tradizione mediterranea, assemblati fino all’allestimento di scenografie allegoriche, in cui l’oggetto ironicamente si riferisce a qualche tema centrale della società in cui viviamo, e di cui D’Antonio è un disincantato ma non scoraggiato spettatore, o la serie, di grande forza ed impatto visivo, esposta in un’altra recente personale al MAU insieme a Caterina Bilabini, dove l’artista, grazie alla tecnologia, corona l’aspirazione di molti amanti dell’arte, quella di entrare all’interno dello spazio della tela, per giocare un ruolo da attivi protagonisti.

Anche il progetto "Maybe in My Backyard" ha conosciuto puntate precedenti, attorno al tema di una Torino improvvisamente sede di conflitti bellici in cui la fanno da protagonisti i più attuali ritrovati tecnologici.

Le prime tre puntate hanno verificato il possibile ritorno di scenari di guerra in punti simbolo di Torino, in un quartiere popolare come Barriera di Milano, e nei territori piemontesi che furono scenario della Liberazione.

Questa esposta al MAU rappresenta, anche con il tramite di cartografie originali della Regione Piemonte, lo slittamento dei conflitti verso il massimo livello di astrazione e non coinvolgimento fisico ed emotivo dei belligeranti, così distanti dalla fisicità dei combattenti antichi, quello rappresentato dall’impiego di droni semi invisibili e comandati a distanza, mandati a colpire una Torino improvvisamente indicata come luogo nemico.

MAU – Museo d’Arte Urbana.
Via Rocciamelone 7 c – 10143 Torino.
Inaugurazione: venerdì 6 aprile 2018, 18:30 - 21:30
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Orari: lunedì 17 - 19 o su appuntamento.
06/04/2018 - 30/04/2018.


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