Luci d’Artista 2018

30/10/2018

Luci d’Artista 2018

Dal 31 ottobre 2018 al 19 gennaio 2019, le Luci d’Artista tornano ad illuminare le strade di Torino, in centro come in periferia.

Inaugurazione luci d’artista con Tobias Rehberger.
31 ottobre 2018, ore 17.
Scuola Elementare Collodi – via Giulio Gianelli – Giardino Pietro Rava.

Mi illumino anch’io: inaugurazione della XXI edizione di Luci d’Artista con letture di fiabe, filastrocche di Gianni Rodari con performance di teatro di strada; esibizione di musica e danze dei bambini della Scuola Elementare Collodi e dei musicisti itineranti della Parrocchia San Giovanni Maria Vianney. A cura di Assemblea Teatro.
Sarà presente in via Piobesi il BiblioBus a cura del Servizio Biblioteche della Città di Torino.

Ore 19, con l’accensione dell’opera di Luci d’artista My Noon di Tobias Rehberger che sarà presente all’evento, in contemporanea, si illumineranno tutte le luci D’Artista della Città.

Elenco luci in città.

1. Mario Airò (1961). Cosmometrie. Piazza Carignano.
Quarantadue disegni di Giordano Bruno, tratti dal libro “Articuli 160 adversus mathematicos”, sono proiettati sulla pavimentazione della piazza, coprendola quasi fossero dei tappeti in una Moschea. La produzione grafica di Giordano Bruno è qui ripresa dall’artista per sottolineare il valore conoscitivo e simbolico delle immagini.


2. Vasco Are (1943 - 2000). Vele di Natale. Piazza Foroni (zona mercato rionale).
Una moltitudine di triangoli colorati sovrasta le teste dei passanti. Sembrano immaginari alberi di Natale o alberi della cuccagna, ma ricordano anche la leggerezza e il volo degli aquiloni. Sono le Vele che Are ha creato per navigare nel mare della fantasia, realizzate con frammenti di plexiglass fluorescenti inseriti su un telaio metallico con rete.


3. Valerio Berruti (1977). Ancora una volta. Via Giulia di Barolo (da piazza Santa Giulia a Corso Regina Margherita).
È ispirata dalla tecnica di video animazione. Il bambino nell’opera luminosa si relaziona, nei 10 fotogrammi, con lo spazio sottostante, giocando con le auto come se fossero macchinine, scomponendo i capelli dei passanti sottostanti, ricordando a tutti la necessità di sdrammatizzare, di prendersi meno sul serio e accorgersi di quel che accade intorno a noi.


4. Daniel Buren (1938). Tappeto volante. Piazza Palazzo di Città.
È una sorta di pergolato, costituito da tanti cavi d’acciaio, paralleli l’uno all’altro, che reggono una scacchiera realizzata con centinaia di cubetti colorati di blu, rosso e bianco (i colori della bandiera francese). Di notte i cubi si accendono come lanterne cinesi e l’opera si trasforma in un “Tappeto volante”.


5. Francesco Casorati (1934 - 2013). Volo su…. Via di Nanni (zona mercato pedonale).
Evidenzia una dialettica tra sensibilità pittorica del segno e trama grafica, che rappresentò per l’artista un ambito parallelo e mai subalterno rispetto alla pittura. Un filo rosso – retto da uccelli geometrizzanti – si snoda per le vie della città, suggerendo un possibile itinerario.


6. Nicola De Maria (1954). Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime. Piazza Carlina.
“Io vedevo le cornucopie della piazza diventare fiori magici del cielo, lasciati sulla terra per consolare e rallegrare le donne e gli uomini che vivono in questa città. Ed immaginavo questi fiori, attraversati dal movimento della luce, diventare il nido cosmico di tutte le anime che vivono nell’universo e nel nostro cuore. Questi fiori magici sono le stelle della città”.


7. Richi Ferrero (1951). Il Giardino Barocco Verticale. Via Alfieri 6 (Palazzo Valperga Galleani).
“ (…) nasce dal desiderio di reinterpretare la presenza del giardino barocco originale quale citazione dello ‘spazio onirico’, momento di raffinata e rigorosa decorazione dello spazio comune. Il luogo originale non esiste e non può esistere più, ma la sua memoria rinasce oggi, nella verticalità che dalla corte sale ai tetti per vivere come giardino citazione sospeso nell’aria. (…) avvalendosi della leggerezza delle emissioni luminose, restituisce alla memoria quello che era il segno caratteristico delle aree comuni”


8. Marco Gastini (1938 - 2018). L’energia che unisce si espande nel blu. Galleria Umberto I (Porta Palazzo).
“Il lavoro è una grande pittura luminosa e l’energia,( ...) in essa ne è parte determinante dominando la scena in alto, nel soffitto ( ...) le tensioni che si determinano ( ...) si attraggono e si respingono dinamicamente con una energia che il luogo chiuso d’azione contribuisce ad alimentare.”


9. Piero Gilardi (1942). Migrazione (climate change). Galleria San Federico.
Si riferisce alle grandi migrazioni animali causate dal riscaldamento globale. Uno stormo di pellicani migra in volo alla ricerca di climi più freschi. Sono sospesi all’interno della Galleria, appesi lungo una struttura metallica. Un software di controllo crea il senso del movimento, da sinistra verso destra.


10. Jeppe Hein (1974). Illuminate Benches. Piazza Risorgimento.
Ha sviluppato un sistema capace di riattivare, ridefinire e caratterizzare il luogo senza stravolgerne le specificità, in grado di metterne in discussione la normale percezione: le panche si illuminano quando ci si siede sopra e diventano parte integrante di un sistema modulare scultoreo e architettonico e attivano nuove interazioni sociali.


11. Rebecca Horn (1944). Piccoli spiriti blu. Monte dei Cappuccini.
La Chiesa di Santa Maria, illuminata da potenti fari blu, sembra smaterializzarsi e perde il consueto aspetto di edificio conventuale. Si trasforma in una presenza surreale, sospesa a mezz’aria e sovrastata da cerchi di luce. Da lontano, complici il buio e le nebbie che salgono dal Po, le aureole luminose diventano Piccoli Spiriti Blu.


12. Alfredo Jaar (1956). Cultura=Capitale. Piazza Carlo Alberto (facciata Biblioteca Nazionale).
Trae ispirazione dall’opera Kunst = Kapital (Arte = Capitale) di Joseph Beuys che a sua volta rilegge la teoria di Marx. Beuys sostiene che la creatività di ciascun individuo è fonte di ricchezza per la collettività e Jaar riprende questo concetto ampliandolo ed estendendolo a tutti i settori della cultura. La collocazione non casuale sulla facciata della Biblioteca Nazionale, accresce la forza significante, il messaggio dell’opera.


13. Luigi Mainolfi (1948). Luì e l’arte di andare nel bosco. Via Carlo Alberto.
È la favola scritta dal novelliere Guido Quarzo e interpretata dall’artista come una sorta di “libro aperto” alla percezione di tutti, piccoli e grandi con parole scandite lettera per lettera in cui racconta come Luì il Matto riuscì a ritrovare i Bambini perduti nel Bosco Silenzioso.


14. Mario Merz (1925 - 2003). Il volo dei numeri. Mole Antonelliana.
Una lunga sequenza di numeri – in cui ogni cifra è la somma delle due precedenti – è posta in verticale sulla cupola della Mole. E’ la serie di Fibonacci (1170 - 1250), dal nome del suo ideatore. La progressione numerica viene utilizzata da Merz per costruire installazioni concettuali che alludono agli esplosivi, apparentemente caotici, processi organici di crescita esistenti in natura.


15. Mario Molinari (1930 - 2001). Concerto di parole. Viale dei Partigiani (Giardini Reali).
Gigantesche sculture astratte, realizzate in polistirolo espanso, verniciate a vivaci colori e illuminate da potenti fari, sembrano voler irrompere nel buio della notte. Le sculture, secondo l’intento dell’artista, si rapportano con tutte le persone indistintamente, condividendo con loro il suo pensiero a colori, l’elemento prioritario della sua filosofia di vita.


16. Luigi Nervo (1930 - 2006). Vento solare. Piazzetta Mollino.
“(...) sono particelle elementari emesse dal Sole che investono la terra, un concetto scientifico scaturito dalla mente di un astronomo e giunto a me (...). Compongo ritagli di luce e di cielo che ho fra le mani. Luce che evoca icone altrimenti non percepibili, opposte al suono rauco di Tenebra ed Abisso.”


17. Domenico Luca Pannoli (1967). L’amore non fa rumore. Via Roveda – fronte giardini.
Emilio Pugno Tutta l’abituale segnaletica urbana viene modificata e rivisitata dall’artista. Sospende nell’aria le sue insegne vivacemente neo pop che inneggiano all’amore e alla solidarietà, invocano messaggi universali di pace e uguaglianza. Così, l’insegna di un "Tabacchi. Valori bollati." diventa l’insegna della "Tolleranza. Valore universale."


18. Giulio Paolini (1940). Palomar. Via Po.
I cerchi di luce che si accostano e s’intrecciano assumono l’aspetto di pianeti e satelliti. In questo firmamento si staglia un funambolo, all’incrocio con piazza Vittorio, in equilibrio su una ruota, “metafora” spiega l’artista, “dell’uomo attore sul palcoscenico tra la luce e il buio, tra l’invisibile e l’imperscrutabile.”


19. Michelangelo Pistoletto (1933). Amare le differenze. Piazza della Repubblica.
“Love Difference è un nome, uno slogan, un annuncio programmatico. Il movimento unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica e focalizza la sua attività nell’area mediterranea in quanto in essa si rispecchiano i problemi della società globale.” (dal Manifesto Love Difference, 2002). La frase "amare le differenze" è scritta con luci al neon colorate in 39 lingue del mondo, come messaggio di pace.


20. Tobias Rehberger (1966). My noon. Via Gianelli (cortile Scuola elementare Carlo Collodi).
Il confronto con la memoria storica ha portato l’artista a riflettere sul concetto di tempo. Ha rielaborato una grande versione luminosa di un orologio il cui aspetto è quello di una scultura astratta, composta da cerchi (le ore) e elementi lineari: rossi (le decine di minuti) e verticali bianchi (le unità dei minuti).


21. Vanessa Safavi. Ice Cream Light. Piazza Eugenio Montale.
Lavorando spesso sui cliché culturali, l’artista ha tratto ispirazione dal simbolo del turismo stereotipato, dall’alimento iconico per eccellenza dell’indulgenza, il “gelato”. La sua immagine evoca la vita e la cucina italiana, il piacere e le vacanze e la sua rappresentazione pubblicitaria è riconoscibile a tutti. Linee e colori di insegne esistenti, simbolo di puro godimento, sono qui replicati.


22. Luigi Stoisa (1958). Noi. Via Garibaldi.
È un’opera antropomorfa realizzata con coppie di giganteschi esseri umani. Un uomo e una donna, con i piedi puntati verso i margini della strada e le teste una contro l’altra, a suggerire una simbolica unione affettiva e mentale. Creano una fuga di archi, una lunga galleria sospesa – quasi a “proteggere” i passanti, e tutti “Noi”.


23. Gilberto Zorio (1944). Luce Fontana Ruota. Corso Unità d’Italia (laghetto Italia 61).
Stelle, canoe, lance, giavellotti, trasformazioni alchemiche fanno parte dell’universo poetico dell’artista. Questa opera, è una grande stella rotante che, per effetto degli specchi sulle punte, gioca con i riflessi di luce e d’acqua. La forma della stella nelle intenzioni dell’artista è proiezione del cosmo – fonte di energia in divenire – è il segno che guida nell’esplorazione e nel sogno.


Altre luci in giro per la città.

Istituto Avogadro – Iren.
Progetto triennale di Alternanza Scuola Lavoro con un intero gruppo classe.
Emozioni di T.
Dal 26 ottobre 2018 al 06 gennaio 2019.
L’istallazione luminosa realizzata dagli studenti dell’Istituto Avogadro interpreta la maschera pirandelliana: l’esteriorità dell’uomo che vive la realtà molteplice, varia in centomila forme senza che nessuna esprima la sua vera essenza: assurdo voler scoprire la verità a partire dalle apparenze.
IIS A. Avogadro – corso San Maurizio 8 angolo Via Rossigni, Torino.
Hanno collaborato al progetto: Tommaso De Luca DS IIS A. Avogadro Avogadro.
Del Giudice Rocco tutor della classe 5B elettrotecnica dell’IIS A. Avogadro in ASL con IREN.
Paruzzo Alessandra tutor IREN in ASL della classe 5B elettrotecnica dell’IIS A. Avogadro.
Pelusi Francesca coordinatore IREN Alternanza Scuola Lavoro.
www.itisavogadro.it.

Associazione Culturale Nomen Omen.
Lumen flumen.
Luminescenze/Riflessioni.
Dicembre 2018 - Gennaio 2019.
Installazione di light design d’ispirazione concettuale minimalista realizzata per lo storico Ponte Mosca (1830). Con puntamenti di luce, mira a valorizzare particolari costruttivi esaltandone la qualità estetico/artistica.
Dialoga col Ponte, una scritta luminosa sulla passerella ex ferrovia che si riflette nell’acqua. Sulla facciata dei Servizi Sociali ci sono una scritta incompleta e dei raggi diagonali e orizzontali che rappresentano in modo stilizzato la luce e l’acqua.
Ponte Mosca (Corso Giulio Cesare) e facciata edificio Servizi Sociali circ. 7 – Lungo Dora Savona 30, Torino.

Città di Torino, Circoscrizione 8, Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna , PAV – Parco Arte Vivente.
Incontri illuminanti con l’Arte contemporanea.
Il progetto educativo artistico culturale denominato Incontri illuminanti con l’Arte contemporanea rivolto a insegnanti e studenti , prevede un percorso formativo, interconnesso alla rassegna Luci d’Artista 2018 e offrirà l’opportunità d’interagire con un importante protagonista del mondo creativo internazionale: Tobias Rehberger autore dell’opera My noon, ( Il mio mezzogiorno) originale orologio luminoso a sistema binario, collocata quest’anno nel cortile della Scuola Collodi della Circoscrizione 8.
Prendendo spunto dai contenuti dell’opera dell’artista, il tema guida sarà Il tempo: nell’arte contemporanea e nel quotidiano.
Insegnanti e studenti delle scuole Collodi, Croce e Calamandrei parteciperanno a percorsi formativi, laboratori e itinerari realizzati con il Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e il PAV Parco Arte Vivente al fine di consolidare la collaborazione Scuola/Museo/Territorio Urbano e realizzare progetti in partenariato utili alla convivenza civile e alla crescita culturale degli abitanti.
Perché Educando ad essere sensibili ai linguaggi artistici si possono promuovere comportamenti aperti al nuovo, al diverso per il superamento di condizionamenti, stereotipi, blocchi emotivi e difficoltà cognitive.
Si ringraziano per la collaborazione i Circoli Didattici delle Scuole Elementari Collodi, Croce e Calamandrei.

L’albero del PAV di Piero Gilardi.
In tutte le culture umane, nello spazio e nel tempo, la figura dell’albero è molto significativa come tramite simbolico, tra la terra e il cielo. Oggi, più laicamente vediamo l’albero e le foreste come lo snodo cruciale della vita dei sistemi ecologici, del continuo scambio vitale tra la terra, con i suoi umori nascosti e la generativa energia del sole.
Quest’albero, arabescato di luce colorata, intende divenire un augurale preludio simbolico per i cittadini che si avventureranno nel Parco d’Arte Vivente, tra le macchie di verde profumato alla ricerca dei segni di un’arte ecologica che celebra il nostro reincanto per la natura.

α-cromactive.
L’installazione luminosa site specific, realizzata da Migliore+Servetto Architects per il grattacielo Intesa Sanpaolo, è un’opera dinamica, un’onda di colore sensibile ai mutamenti della luce. Come frame in stop motion, una sequenza di scaglie luminose genera un organismo pulsante, perfettamente inserito nella natura della serra bioclimatica, un vortice iridescente che respira e vibra in sintonia col vento e con l’ambiente che la accoglie, plasmandosi alla luce naturale e trasformandosi nel buio.

L’albero orizzontale di piazza Montale.
31 ottobre 2018 - 13 gennaio 2019.
Un progetto partecipato realizzato dal Tavolo Vallette in collaborazione con la Casa di Quartiere e le Officine Caos della Circoscrizione 5 che prevede la realizzazione, in occasione delle Luci d’Artista 2018, di un’istallazione luminosa denominata L’albero orizzontale di piazza Montale.

Luci d’Artista special tour.
Visita Torino in una luce straordinaria con un tour della città davvero speciale.
Durante un emozionante tour di un’ora con il bus panoramico City Sightseeing® Torino, accompagnato da una guida turistica, potrai ammirare le installazioni più celebri della XXI a edizione di Luci d’Artista.
Ogni sabato e domenica dal 3 novembre 2018 al 6 gennaio 2019. Inclusi il 25 il 26 dicembre e il 1° gennaio 2019.

Tour a bordo di un autobus panoramico con guida turistica (in lingua italiana, inglese e francese).
Partenza: ore 17:30 (piazza Castello/via Po).
Durata: 1 ora.
Tariffa intero: € 15,00.
Tariffa ridotto (5 - 15 anni): € 7,50.
Bambini under 5: Free.
Tariffa possessori Torino+Piemonte Contemporary Card: € 13,50.
Info e prenotazioni: +39 011 535181.
www.city-sightseeing.it/it/torino infotorino@city-sightseeing.it.


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