[De]Humanized

20/09/2018 - 20/10/2018 – Personale
Evvivanoè

[De]Humanized

Il 20 settembre 2018, alle 18:30 da Evvivanoè si inaugura la mostra [De]Humanized dell’artista colombiano Marlo J. Montoya.

Dopo diverse collaborazioni con la galleria d’arte di Cit Turin, la partecipazione alla Affordable Art Fair di Milano e a Paratissima 2017, per la prima volta a Torino la personale dell’artista con alcune delle sue più recenti opere.

«Parlare di Marlo J. Montoya non può prescindere dal senso del suo gesto artistico. Al preciso controllo dell’operazione tecnica di post produzione corrisponde una profonda violenza, quasi furiosa, nel risultato. All’arte come ars, in primo luogo quindi come abilità e tecnica, corrisponde un esito che sembra tutto emotivo.
Il gesto di Marlo infatti è rabbioso e ricorda, nel suo accanirsi sul viso, un comportamento simil-psicotico. È l’atto d’odio per eccellenza: l’eliminazione degli occhi, la distruzione dei contorni del volto, fino a rendere irriconoscibile l’essere umano.

La disumanizzazione profonda a cui sono sottoposti i suoi ritratti, tuttavia, è aggressiva, ma non convulsa. Ha imparato a controllare il caos, Marlo.

La violenza è diretta scientemente all’icona, indirizzata al volto di figure estremamente riconoscibili, simbolo per eccellenza di un vintage pop e di un sistema culturale, il nostro, che ha fatto della memorizzazione visiva, della bulimia d’immagine, il suo tratto distintivo.
Ecco che compare Elizabeth Taylor con il suo vestito rosso, la scollatura a cuore, paillettata. Un colpo d’occhio basta, magari il nome non si ricorda immediatamente, ma la foto è ovunque, impossibile non averne almeno vaga memoria. Su Google è onnipresente.

L’homo videns di Sartori si incarna, dunque, proprio in una generazione zero, la nostra, che perde sempre più la necessità di comunicare verbalmente, ma che vive di stratificazione di immagini, dalle più svariate matrici, che sviluppa abnormemente non solo il senso della vista ma anche la memoria a esso collegata.
La riconoscibilità dell’immagine e la possibilità di citarla con grande sicurezza sono basate sul fatto che all’enorme quantità di informazioni visive non corrisponde un’altrettanta varietà nell’ormai unica fonte di informazione, il web. Tantissime e sempre le stesse. Si crea così un substrato visivo e culturale che questa generazione zero capisce in un batter d’occhio.

A questo primo lato, distruttivo e centrifugo corrisponde in Montoya anche un aspetto centripeto e ricostruttivo. Dall’icona sfregiata nasce il tentativo di ricreare. Gli anonimi delle foto di gruppo scaricate dal web, persone qualunque, che hanno avuto sì una storia ma a cui Marlo è interessato molto poco, diventano l’incarnazione di una nuova umanità, simili a creature post-umane.
L’occhiolino è proprio a quella generazione zero che, ingorda d’immagini, mastica cinema e telefilm, per la quale il ricordo della fantascienza cult è dietro l’angolo.
Gli umanoidi dai colori pop di Montoya ridanno vita a foto che non dicono più nulla, foto di ignoti, in opposizioni alle icone del vintage pop. Nascono così mostriciattoli dalla scatola magica, il cubo blu di Lynch, della post produzione». Eleonora Diana.

Evvivanoè.
Via Giuseppe Grassi 16 – 10138 Torino.
Inaugurazione: 20 settembre 2018, ore 18:30.
Orari: lunedì - venerdì, ore 16 - 19:30; sabato, ore 10:30 - 13.
20/09/2018 - 20/10/2018.


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