Giorgio Li Calzi – Musica in esplorazione

17/04/2018

Giorgio Li Calzi – Musica in esplorazione

L’impegno nella musica di Giorgio Li Calzi è a 360 gradi. È una chiave per aprire le porte all’immaginazione, ma anche per trovare accesso ai mondi ideali che popolano la sua fantasia – il cinema, la narrazione, la rappresentazione, la danza, la canzone d’autore, … – oltre che precisa pratica quotidiana, ed occasione di scambio con coloro con cui condivide originali prospettive e sane passioni.

A legare tutti questi impulsi ci sono alcuni fili rossi ricorrenti, che sono le linee di azione del compositore e musicista torinese.

Il ricorso all’immaginario televisivo e cinematografico come fonti di ispirazione, sono spunti che si sono concretizzati tra l’altro in brani jazz che rileggono musiche da film, in un progetto che ha ricreato la colonna sonora per “Aleksandr Nevskij” – il grande affresco eroico di Sergej Eizenstein –, o tracciando colonne sonore per film immaginari (il suo “Imaginary Film Music”).

L’amore per la narrativa lo ha portato a “Music for writers” dove scorrono paralleli i flussi di parole di scrittori contemporanei e le suggestioni della sua musica, un progetto che giunge – tra l’altro - dopo anni di collaborazioni teatrali.

La passione per la canzone d’autore “non convenzionale” è il motore, invece, dell’operazione “Italiani”, realizzato in compagnia di Gianluigi Carlone e Johnson Righeira, che rivisita canzoni di Piero Ciampi, Lucio Battisti, Freak Antoni e Skiantos, Dario Fo, Ricchi e Poveri, ed ovviamente Righeira, in una biografia nazionale – nota per nota – dai contorni ampi, personali e precisi.

La costante attenzione al suono elettronico, da quello degli esordi al più contemporaneo – una vera fascinazione, che innerva con frequenza il suono di Li Calzi – lo ha condotto a collaborare con Wolfgang Flür, membro storico dei Kraftwerk – architrave del suono sintetico –, o con Marconi Union, trio ambient di Manchester, come con alcune delle voci più importanti della scena torinese.

Ed è ricetta dai molti ingredienti, alcuni sorprendenti, quella che snocciola nelle altre produzioni discografiche che includono, con curiosità e talora lungimiranza, vocalisti mongoli, come suggestioni e incontri musicali con artisti del Medio Oriente, Africa e Brasile, su un impianto jazz – qualsiasi cosa voglia dire adesso – felicemente contemporaneo, e quindi sensibile e “contaminato”.

La sua curiosità intellettuale, poi, lo ha spinto a far nascere “Chamoisic”, un gioiello di festival musicale, piccolo per ragioni logistiche (si svolge a Chamois, località montana valdostana che non conosce la circolazione automobilistica) ma grande per ambizioni ed ampiezza di sguardo, e più recentemente a dirigere un rinnovato “Torino Jazz Festival”, che ritengo non potrà che trarre vantaggio da una ispirazione così multiforme, per la celebrazione di un linguaggio – il jazz, appunto – in perenne trasformazione e ridefinizione.

Ma sono molte altre le sorprese che ci attendiamo dalla carriera di Giorgio Li Calzi.

A cura di Marco Aruga.
Giornalista radiofonico e web, si occupa di musica, arte, architettura, design, media e cura le trasmissioni “Artscapes” e “Soundscapes” – Paesaggi Sonori per Radio Flash Torino e Radio Popolare Milano.
Artscapes: Radio Flash Torino, Radio Popolare Milano, Podcast, Facebook.
Soundscapes: Radio Flash Torino, Radio Popolare Milano, Podcast, Facebook.


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