Dieci di anni PAV

19/09/2018

Dieci di anni PAV

Il PAV – Parco Arte Vivente di Torino festeggia il suo decimo compleanno con la terza edizione di Teatrum Botanicum.

Il festival, dedicato ad artisti e curatori emergenti, si è svolto tra il 14 e il 16 settembre 2018, primo evento di una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti. In questi giorni di festa e celebrazioni per gli spazi espositivi di via Giordano Bruno abbiamo intervistato il direttore del PAV, Enrico Bonanate.

Giunto al terzo anno di vita, Teatrum Botanicum pare essere diventato un evento immancabile per il PAV. È così?
Teatrum Botanicum è diventato ormai un elemento organico all’interno della programmazione del PAV. Nella programmazione annuale, in cui ospitiamo mostre internazionali curate da Marco Scotini, è indispensabile che ci sia uno spazio interamente dedicato alla creatività e all’espressività dei giovani.
Quante volte ci chiediamo perché dopo l’Arte Povera l’Italia non è stata in grado di esprimere artisti importanti e riconosciuti a livello internazionale? È accaduto perché i musei non sono stati in grado di svolgere la loro funzione: cioè dare spazi e valorizzare artisti emergenti. In Italia ne abbiamo tanti, e molto bravi.

Questa edizione è quasi interamente dedicata alla performance.
Sì. Mentre le scorse edizioni prevedevano un connubio, un festival interdisciplinare, quest’anno abbiamo deciso di dare spazio alle performance: sia di tipo visivo che di tipo sonoro. Puntiamo all’interdipendenza fra performance, proiezioni e dj set. Fino a cinquant’anni fa la performance non era riconosciuta come linguaggio a sé. Oggi, fatto sintomatico dell’era digitale e tecnologica che stiamo vivendo, la performance è una delle forme d’arte più riconosciute.

Ideale, fra l’altro, per indagare il rapporto tra uomo e natura, attraverso il medium artistico: una missione che il PAV porta avanti da dieci anni.
Dal 2013 in avanti si è verificata una svolta, d’importanza e di autorevolezza, del PAV. Coincise con l’arrivo di Marco Scotini come curatore, ma non solo. In effetti, a cinque anni dall’apertura, la natura ha mostrato qual era l’idea originale che avevamo del PAV. I romani dicevano che prima di aprire un giardino bisogna aspettare sette anni, noi ne abbiamo impiegati cinque per trovare la strada giusta e consolidarci.
Siamo riusciti a mettere a sistema tutto il know how accumulato negli anni precedenti. In dieci anni la natura ha svolto un bel lavoro, tanto che oggi possiamo mostrare un parco rigoglioso, costellato d’installazioni permanenti di grandi artisti internazionali: Trèfle di Dominique Gonzalez-Foerster e altre installazioni rappresentano l’immagine ideale e l’approccio artistico che il PAV vuole avere.

Un parco artistico che punta anche alla divulgazione e alla didattica. Quanto sono importanti i lavori che il PAV svolge per e con le nuove generazioni?
Sono fondamentali. Il PAV, attraverso il suo dipartimento didattico, vuole comunicare nozioni e fornire chiavi di lettura per aumentare la consapevolezza della situazione ambientale e del rapporto uomo-ambiente. Questo è strategicamente importante, perché siamo in uno spazio museale, dove la pratica è meno noiosa che altrove e risulta spesso ludica e coinvolgente.

Come è possibile, attraverso l’opera d’arte, raccontare dello stato di salute dell’ambiente col fine di aumentare la consapevolezza del pubblico?
La missione del PAV deve assumere un ruolo attivo, illustrando dinamiche attraverso il medium artistico. Per esempio, la mostra che consacra e festeggia il nostro decennale, The God-Trick, contiene una delle opere più significative di Piero Gilardi: Labirinto Antropocenico.
Al di là della sua prima fase immersiva (con proiezioni che consentono al visitatore di immergersi in uno spazio che dialoga con apparati tecnologici), consente di fare una breve camminata all’interno di un labirinto e di incappare in cinque punti ciechi dove dei cartelli raccontano cinque proposte già realizzate di riconversione ambientale.
Questo è il messaggio fondamentale: dobbiamo raggiungere una convivenza fra uomo e natura, fra uomo e animale, convivenza che ci permetta di uscire dall’era antropocenica in cui viviamo. Questo è il messaggio fondamentale che il PAV vuole lanciare.
Altro esempio: Jardin Mandala, opera-giardino progettata dal paesaggista Gilles Clément. Ha piantato specie autoctone o che potessero ambientarsi qui senza alcuna manutenzione o irrigazione; questo significa, dal punto di vista didattico, che un giardino può essere splendido senza bisogno di sprecare una risorsa oggi fondamentale come l’acqua.
Oggi esiste questa urgenza: immaginare pratiche alternative, con l’obiettivo di interrompere questo flusso indiscriminato di totale appropriazione della natura.

Che cosa dobbiamo aspettarci dalla stagione 2018 - 2019?
Inaugureremo il 3 di novembre 2018, nella cornice di Artissima, una mostra di un artista cinese, Zheng Bo, che si chiama Il partito delle erbacce.
Una mostra che s’inserisce in maniera straordinaria nella nostra missione e ha come oggetto la tutela da un lato della biodiversità, dall’altro delle minoranze e delle debolezze. Già il titolo dà l’idea dell’orizzonte politico-sociale cui tende il messaggio artistico di un artista importante come Zheng Bo. Artista che, tra l’altro, è stato uno dei protagonisti, di Manifesta a Palermo.
La sua opera, Pteridophilia, in cui ci sono espliciti contenuti di “rapporti sessuali” fra uomo e pianta, uomo e natura, è un’opera straordinariamente bella e poetica.
Inoltre, quest’anno uscirà una pubblicazione, più che un catalogo è un vero e proprio libro: La tenda verde. Racchiude tre mostre che sono state realizzate qui tra il 2016 e il 2017. Pensiamo a Earthrise, La macchina estrattiva, La tenda verde; sono opere che hanno dato un’immagine molto caratteristica, in particolare all’esterno, del progetto PAV.

Come festeggerete questi dieci anni di attività?
Con una festa molto popolare. Domenica 23 settembre 2018, dalle ore 16, si alterneranno nel parco la musica di Bandaradan, gli spettacoli circensi del Cirko Vertigo e le cotture nel Focolare, forno comunitario e installazione ambientale del PAV.
Le Attività Educative e Formative proporranno ai visitatori il laboratorio continuo Libera Scuola del Giardino, progetto di coltivazione e trasformazione delle specie botaniche che riunisce piattaforme temporanee o permanenti per lo scambio di prodotti locali.
L’evento s’inserisce nella collaborazione tra il PAV e il progetto Or-TO, dedicato ai semi e alla biodiversità urbana, promosso da Eataly Torino e fa parte della rassegna Salone del Gusto – Terra Madre 2018.
Nell’ambito delle iniziative del Salone del Gusto – Terra Madre 2018, alle ore 18:30, Slow Food presenterà il progetto Food is Culture – finanziato dal Programma Europa Creativa e dalla Fondazione CRC – con la proiezione di un video dedicato al valore culturale del patrimonio alimentare europeo. Seguirà un aperitivo a cura di Eataly Lingotto e Compagnia dei Caraibi. Vi aspettiamo numerosi.

È proprio il caso di dirlo: buon compleanno, PAV!


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