Antonio Faraò – Poliedrico ed energico

07/03/2018

Antonio Faraò – Poliedrico ed energico

Generi e stili si attraggono reciprocamente, sino a formarne di nuovi, e così via per giri spesso lunghissimi. Si cerca di catturare momenti di questo flusso dando loro un nome, in realtà sono istantanee di un mondo musicale fluido, pronte a sfuocarsi rapidamente.

Come accade per “il mondo di fuori”, anch’esso in perenne movimento, dove spesso ancorarsi a certezze, ortodossie o semplici mode può essere improduttivo o semplicemente inutile.

Allora è meglio lasciarsi andare – alle proprie curiosità, al proprio istinto, al proprio orecchio – e, forti delle esperienze che si è vissuto, provare a sganciarsi da convenzioni acquisite o che ci si è costruiti, verso nuove possibilità.

È questa una delle intenzioni di Antonio Faraò. Il pianista romano si è di fatto costituito una solida reputazione internazionale, con numerosi riconoscimenti ed importanti collaborazioni, tra le quali citiamo quelle con

  • John Abercrombie,
  • Gary Bartz,
  • Bob Berg,
  • Ira Coleman,
  • Jack DeJohnette,
  • Chico Freeman,
  • Richard Galliano,
  • Benny Golson,
  • Steve Grossman,
  • Daniel Humair,
  • Lee Konitz,
  • Bireli Lagrene,
  • Joe Lovano,
  • Marcus Miller,
  • Chris Potter,
  • Miroslav Vitous.

Artisticamente irrequieto, felicemente predisposto a rimettersi in gioco, Faraò ha varato il progetto “Eklektic”, racchiudendo in esso passioni, i vari fondamenti della sua formazione e la voglia di legare a sé elementi eterodossi, ma funzionali alla sua visione di insieme, concretizzando una intenzione latente, destinata ad avere seguito ed affiancarsi allo spirito delle precedenti produzioni musicali.

Così persino il rap – presente Snopp Dogg –, l’esplosività di Manu Katche, la solidità funk di Marcus Miller, il tocco versatile del violino di Didier Lockwood, la chitarra manouche di Bireli Lagrene contribuiscono tutti a segnare gli attuali confini di questo progetto, che si assumono in ulteriore sviluppo.

Nel solco tracciato da Herbie Hancock, jazzista eclettico per eccellenza, uno dei pianisti più amati, di cui è amico e con cui ha condiviso il palco, Faraò propone la sua fusione, ad alta temperatura, vitale e brillante.

Antonio Faraò, nel suo trio che lo vedeva a fianco di Gary Husband alla batteria e Martin Gjakonovski al contrabbasso, è stato ospite di “Narrazioni Jazz” – 2017. In questa occasione lo abbiamo intervistato.


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